09/03/2005

Sigmund Freud

Il fondatore della psicoanalisi, usò la terminologia di Krafft-Ebing ma intese che i due fenomeni fossero correlati molto più strettamente: "Colui che prova piacere causando dolore agli altri ha anche la capacità di provare il dolore entro relazioni sessuali come se si trattasse di piacere. Un sadista è simultaneamente anche un masochista, anche se la parte attiva o passiva della perversione può essere più o meno sviluppata dell'altra". Per Freud, il sadismo è da considerarsi primario, corrispondente alla "componente aggressiva dell'istinto sessuale che sia diventato indipendente ed esagerato" ed il masochismo che è "altresì spostato rispetto al normale obiettivo sessuale", deve derivare dal sadismo "attraverso una trasformazione". Ambedue i padri fondatori della psicologia trattarono il sadismo ed il masochismo come predisposizioni individuali verso l'infliggere od il ricevere crudeltà o sottomissione per ottenere godimento sessuale, senza considerare come queste predisposizioni potrebbero essere attuate in pratica. In questo senso i termini sono passati all'uso comune, essi vengono riferiti alle persone che potrebbero soddisfare i propri desideri in qualsiasi possibile modo: la guardia sadista del campo di concentramento che infligge vili tormenti su riluttanti vittime oppurre le Donne Mature masochiste che segretamente gode della sua relazione con un marito violento.Haverlock Ellis fu tra coloro che per primi presero in esame il sadismo ed il masochismo come un'attività mutuevolmente piacevole. Comunque, egli restrinse i due concetti al godimento di sensazioni dolorose a cui preferì il termine di algolagnia. "Il masochista desidera sperimentare dolore ma generalmente desidera che gli sia inflitto in una relazione amorosa; il sadista desidera infliggere dolore, ma in alcuni casi, se non nella maggioranza dei casi, egli desidera che questa attività venga recepita come un atto d'amore". "Il sadista non desidera escludere in maniera assoluta il godimento della vittima, spesso Donne Nude, e può arrivare al punto di considerae il piacere della vittima come essenziale alla propria soddisfazione". Ellis insistè vigorosamente riguardo alla interconnessione tra le due "manifestazioni": "Sadismo e masochismo possono essere considerati stati emotivi complementari; essi non possono essere considerati come stati opposti". Ellis indicò la direzione verso un approccio più sociologico dello studio dell'sm in termini di attività sessuale interattiva. Questa fu la prospettiva sviluppata dall'antropologo Paul Gebhard, il quale localizzò le sue origini tanto nella prevalenza di relazioni di dominanza e sottomissione nell'ambito della società quanto nelle tendenze personali all'aggressività. Egli sottolineò che ciò sembrava essere specifico nell'ambito di "civilizzazioni ben sviluppate" che erano "complesse e che si basavano pesantemente sul simbolismo". Secondo il punto di vista di Gebhard, le due "anomalie" sessuali si sono fuse in un termine unico, il sadomasochismo. I successori di Gebhard, ricercatori come Thomas Weinberg si sono avvicinati all'sm attraverso lo studio di interazioni sm e della sociologia nell'ambito di subculture sm come la scena leather, dedita al simbolismo degli indumenti in pelle.

18/02/2005

Il Sadomasochismo

L'origine di questi termini deriva dall'operato di fine '900 dello psicologo Richard von Krafft-Ebing il quale li identificò come 'anomalie sessuali' distinte ma correlate. Nel suo libro Psychopathia Sexualis del 1885, egli scrisse che il sadismo è "l'esperienza di sensazioni sessuali piacevoli (orgasmo incluso) prodotta da atti di crudeltà, punizioni corporali inflitte sulla propria persona o in presenza di altri, sia che essi siano animali o persone. Può consistere anche in un innato desiderio di umiliare, fare male, ferire o persino distruggere gli altri per lo scopo di ottenere il proprio godimento sessuale". Krafft-Ebing fu anche il primo a riconoscere la difficoltà di segnare la linea di demarcazione tra il sadismo e feticismo è la "normale" attività sessuale, in quanto notò che la maggioranza degli amanti si intrattiene con la pratica di giochi erotici "pesanti". Il masochismo, secondo Krafft-Ebing, si esplicita quando qualcuno "è controllato dall'idea di essere completamente ed incondizionatamente soggetto alla volontà di una persona del sesso opposto; di essere trattato da questa persona come da un padrone, umiliato ed abusato. Questa idea è colorata da sentimenti di lussuria; il masochista vive una fantasia nella quale egli crea situazioni di questo genere e spesso tenta di realizzarle". Perciò i termini non sono completamente complementari: mentre il sadismo è collegato all'effettiva inflizione di dolore, il masochismo ha un elemento di fantasia generato dal masochista. Ambedue i termini si riferiscono a delle figure letterarie. Il sadismo prende il nome dallo scrittore francese, nonchè il rivoluzionario, Donatien Alphonse Francois de Sade (il Marchese de Sade), i cui romanzi di fantasia quali Justine, Juliette e Les 120 journées de Sodome (I 120 giorni di Sodoma), scritti alla fine del 18mo secolo, si distiguevano per le raffigurazioni grafiche di estrema crudeltà sessuale. Mentre de Sade era senza dubbio eccitato dal pensiero di tali attività, i suoi libri non sono direttamente pornografici ma piuttosto delle satire sofisticate dirette all'ipocrisia e alla degenerazione morale della classe governante della Francia di quel tempo. I suoi svariati periodi di imprigionamento su accuse relative ad assalti verso prostitute, erano probabilmente dovuti a motivazioni di carattere politico. Masochismo deriva dal novellista del tardo '900, Leopold von Sacher-Masoch il cui lavoro più noto è Venere in pelliccia, che racconta la storia di uno scrittore che firma un contratto da schiavo con una bellissima e crudele donna per poi ritrovarsi oggetto delle brutali attenzioni del nuovo amante di lei. Questo libro è molto più vicino ai nostri tempi e riconoscibile come sadomaso anche da una prospettiva moderna. Come nella maggioranza di seguenti scritti di pornografia sm, è interessante notare la mancanza di una qualsiasi menzione di sesso genitale. Sacher-Masoch non fu il primo a dedicarsi a queste tematiche - il porno Vittoriano è zeppo di punizioni fisiche e flagellazioni - ma probabilmente egli è il primo autore di qualche rilevanza che tratta in modo esauriente la psicologia del prospettivo schiavo ed a fare il ritratto della somma dei particolari desideri che cararatterizza questa figura come individuo.